Conservare il vino

Hai fatto scorta delle tue etichette preferite, sai già che alcune bottiglie sono destinate ad essere stappate a breve ma per altre hai in mente un lungo periodo di affinamento in bottiglia per aprirle al culmine della loro maturazione. Ti si pone il problema di come conservarle al meglio, il pensiero che queste possano rovinarsi a causa di una cattiva conservazione è un’eventualità che non vuoi nemmeno prendere in considerazione, i consigli degli amici non ti convincono fino in fondo e preferiresti affidarti alle indicazioni di veri esperti. WineByMe, oltre ad averti suggerito i vini che ha selezionato per te e che consiglia agli amici più cari, vuole darti anche qualche suggerimento su come conservarlo, cosa che ti permetterà di farlo durare più a lungo e di degustare un prodotto migliore.

Innanzi tutto possiamo affermare che mentre la quasi totalità dei vini bianchi può essere apprezzata subito dopo l’acquisto, quando sono ancora freschi, per la maggior parte dei vini rossi le cose migliorano certamente con un prolungato affinamento in bottiglia. Certo, bisogna stare attenti ed evitare di stappare certe bottiglie solamente quando è tardi, o peggio ancora, troppo tardi, invece che nel suo momento migliore quando esprimono le migliori qualità.

Una regola generale vuole che la maggioranza dei vini bianchi è preferibile che siano consumati ancora giovani, quando ancora conservano tutto il loro carattere di freschezza e di fruttato, la loro attraente aromaticità, e che i vini più costosi, solitamente i rossi, quelli più adatti all’affinamento in bottiglia non andrebbero aperti subito dopo l’acquisto. In genere, i vini rossi che presentano dei sedimenti o hanno un corpo robusto, andrebbero lasciati ad affinare per qualche tempo prima di aprirli. Nel caso cui si accennava prima, di bottiglie destinate al consumo immediato, sarebbe bene acquistarle qualche giorno prima, meglio una settimana o dieci giorni, in modo da consentire al vino di stabilizzarsi e di riprendersi dal trauma del viaggio e della consegna. Questo accorgimento è ancora più utile per i vini rossi in quanto consente ai sedimenti di depositarsi sul fondo della bottiglia.

 

Il rischio principale che corre il vino mal conservato è quello che possa ossidarsi, problema che si verifica quando il vino si trova in contatto, e per un lungo tempo, con l’ossigeno, e di conseguenza perdere le sue caratteristiche organolittiche. Dato che disporre delle cantina personale, il sogno di ogni appassionato di vino, richiede spazio e condizioni climatiche non alla portata di tutti, ecco alcune semplici regole per conservare in casa le bottiglie di vino.

 

Conserva le bottiglie al buio

L’esposizione della bottiglia alla luce, naturale e non, funge da innesco per processi ossidativi. L’esposizione diretta ai raggi solari è particolarmente grave perché sottopone il vino anche ad un notevole calore per cui si degrada molto rapidamente. Se non hai a disposizione uno stanzino scarsamente illuminato o un armadio tieni le bottiglie in una scatola di legno o cartone spesso, quello utilizzato per la spedizione va più che bene.

 

Tieni le bottiglie coricate su un fianco

A meno che non si tratti di un vino da consumare giovane e solo per brevi periodi, la posizione è pressoché ininfluente.

Anche se la bottiglia si presenta in buone condizioni, il punto debole è il tappo di sughero, un materiale poroso ed elastico, che in determinate condizioni può veder modificate le sue caratteristiche fisiche. La condizione più frequente che provoca l’ossidazione del vino è il restringimento del tappo dovuto a una scarsa umidità; il restringimento favorisce l’ingresso di ossigeno all’interno della bottiglia. Uno dei metodi più pratici per evitarlo è di mantenere la bottiglia in posizione orizzontale in modo da permettere al vino di rimanere in contatto con il sughero e quindi di mantenerlo umido e perciò elastico evitandone il restringimento e migliorando così l’aderenza alle pareti del collo della bottiglia.

Tranquillo, non è il contatto con il sughero a causare il cosiddetto “sapore di tappo” ma il formarsi di composti organici derivanti da muffe e funghi nel sughero.

Disponi anche l’etichetta verso l’alto in modo da avere sempre sottocchio la data di imbottigliamento per saperti regolare sul momento migliore per stapparla.

 

Per le bottiglie invecchiate a lungo è consigliabile riportarle in verticale il giorno prima di servirle, in modo che i sedimenti si depositino lentamente sul fondo. L’importante è che i sedimenti non finiscano nel bicchiere, da qui le cautele per conservare e maneggiare un vino invecchiato.

 

Mantieni la temperatura dell’ambiente il più possibile costante
La temperatura ottimale è di 10-12 gradi per i vini bianchi e di 12-15 gradi per i vini rossi. Difficile, lo sappiamo. Comunque una temperatura costante, al di sopra dei 10 gradi ma non oltre i 18 va bene.

Mantieni quanto più possibile stabile l’umidità dell’ambiente; l’ideale sarebbe all’incirca il 70%, va comunque bene tra il 60% e l’80%.

La temperatura, com’è noto, ha la proprietà di fare dilatare con il calore e restringere con il freddo certe sostanze, fra queste anche il vino. Con l’aumentare della temperatura, la massa liquida si espande spingendo l’aria presente nella bottiglia verso il sughero facendola fuoriuscire fra le pareti del collo della bottiglia e del tappo. Effetto opposto si ottiene con il raffreddamento: il vino si contrae e quindi crea una depressione che ottiene l’effetto di aspirare aria, e quindi introdurre ossigeno nella bottiglia. La ripetizione di questi fenomeni provoca l’ossidazione del vino.

Un altro aspetto legato alla temperatura riguarda la velocità con la quale il vino matura nel tempo. Il processo di affinamento e di maturazione del vino viene accelerato alle alte temperature causandone il prematuro invecchiamento e viceversa alle basse; oltre i 25 gradi molte componenti volatili possono deteriorarsi irreparabilmente. Conservato ad una temperatura corretta, il vino matura lentamente, consentendo il pieno sviluppo degli aromi e delle sue qualità organolettiche.

 

Progetta la tua cantina

Le condizioni di conservazione ottimali sono realizzate o in locali costruiti appositamente, il sogno è un locale interrato e quindi naturalmente isolato,
oppure in veri e propri frigoriferi da vino capaci di assicurare le giuste e costanti condizioni per la giusta e corretta maturazione del vino. Entrambe le soluzioni hanno lo svantaggio di essere costose. Ecco che allora bisogna fare di necessità virtù e adattarsi e accontentarsi di ciò che possiamo trovare in alcuni locali della nostra abitazione.

 

Escludi a priori la cucina, dove la temperatura, l’umidità e, non da ultimo, la presenza di forti odori potrebbero compromettere la buona conservabilità del vino. Se malgrado tutto decidi di conservare il tuo vino in cucina sarà almeno opportuno riporlo in una parte che sia il più possibile neutra e immune da tutti questi tipici inconvenienti.

Se hai la fortuna di avere a disposizione un locale, anche piccolo, nella tua abitazione, come per esempio un ripostiglio o una dispensa, questa può essere facilmente adattata in modo da consentire una buona conservabilità del vino.

Prima di tutto sarà essenziale che in questa stanza non sia controllata dal riscaldamento casalingo e in genere basta chiudere il rubinetto del calorifero in quel locale; se ti è possibile provvedi ad isolare con del materiale termoisolante la porta e, nel caso in cui sia adiacente ad altre mura troppo calde o a muri esterni e soggetti a sbalzi di temperatura, isola anche le sue pareti. Da evitare assolutamente il sottotetto della casa, gli attici e le mansarde, perché al variare delle stagioni si hanno sensibili variazioni della temperatura e dell’umidità. L’umidità può essere mantenuta nella giusta percentuale collocando un recipiente d’acqua sul pavimento, vicino alle bottiglie, all’interno del locale adibito a cantina. Se decidi di fare un piccolo investimento, di grande aiuto può essere l’installazione di un vero e proprio condizionatore d’aria che provvederà a mantenere costanti sia la temperatura sia l’umidità.

Attenzione anche al garage e alle classiche cantine nelle quali riponiamo di tutto. I gas di scarico della tua autovettura, vernici, salami, formaggi, tutto ciò che produce forti odori, sono nemici mortali del tuo vino.

 

In alternativa e avendo sempre cura di installarli in un locale il più vicino a quello appena descritto, puoi adibire a cantina un vecchio armadio o una libreria chiusa.

 

All’interno puoi riporvi casse di legno o contenitori di polistirolo, che ti aiuteranno anche a tenere in ordine e catalogare le varie tipologie di vino e le rispettive annate.

 

 

 

 

Se invece hai deciso per gli scaffali aperti, poiché l’aria più fredda è più pesante rispetto a quella calda, è possibile riscontrare una differenza termica tra pavimento e soffitto, disponi nella tua nuova cantina gli spumanti e poi i vini bianchi sugli ripiani più bassi e quindi a salire i rosati e i vini rossi lasciando i ripiani in alto per i rossi importanti.

Abbi sempre cura che l’ambiente sia ben areato. Una buona areazione oltre a limitare gli odori contrasta la formazione di muffe e funghi che possono inquinare il tappo e quindi il vino.

Mai agitare le bottiglie e proteggerle quanto più possibile dalle vibrazioni. Ad esempio, evita di posizionare la tua cantinetta nei pressi di una lavatrice, evita i locali in prossimità di strade a scorrimento di traffico pesante. Anche in questo caso il polistirolo può darti un grande aiuto.

Un ultimo consiglio, le bottiglie aperte andrebbero consumate tutte.

Un vino bianco aperto la sera e riposto in frigorifero il giorno dopo ha un altro sapore.

Anche il vino rosso il giorno dopo non è più lo stesso (con una rara eccezione, il Barolo, uno dei pochi vini che mantiene le sue caratteristiche anche in una bottiglia a metà … ma attenzione, solo per pochi giorni!).