Degustare il vino

Hai appena acquista da WineByMe quel famoso vino che tanto ti piace oppure una splendida etichetta che non conoscevi ed ora ti appresti a degustarla e vuoi goderti istante per istante l’assaggio. Allora devi prima imparare ad apprezzarne la sottile bellezza, poco per volta. I caratteri essenziali del vino risiedono principalmente nel colore, nell’aroma e nel gusto, e detto in altri termini: aspetto, profumo e gusto.

Innanzi tutto ricordati di non indossare profumi aggressivi che potrebbero coprire gli aromi del vino

e rinuncia alla sigaretta prima di stappare la tanto agognata bottiglia.

 

Riempi per circa un terzo/un quarto della capienza un calice per vino e afferralo per il gambo. Se lo tieni per la coppa (in gergo detta bevante), il calore della mano scalderà il vino e ne altererà il sapore. Il motivo per cui il bicchiere ha il gambo è proprio questo, quindi usalo. ll vino ha bisogno di “respirare”, cioè di restare esposto all’aria una volta aperto, per raggiungere il sapore migliore, quindi prenditi del tempo prima di apprezzarlo.
Adesso annusalo leggermente dalla bottiglia non appena hai l’hai aperta. Questo è il momento perfetto per avere una prima idea dell’aroma, così potrai compararlo con quello rilasciato quando lo girerai nel bicchiere.

Osserva il vino ai bordi del bicchiere e prendi nota dei colori.

Inclinando il bicchiere puoi facilmente renderti conto del modo in cui il liquido cambia colore dal centro verso i bordi. Tieni il bicchiere davanti a uno sfondo bianco, come un fazzoletto, una tovaglia o un foglio di carta, per far risaltare il vero colore del liquido. Osserva la tonalità e la limpidezza. Tieni conto che i vini bianchi, con l’invecchiamento, diventano più scuri, mentre i rossi, con il tempo, perdono il proprio colore e diventano marroncini. Sappi che nelle bottiglie di vino rosso è del tutto normale trovare un sedimento sul fondo. Questo deposito non è un difetto del vino, ma di una parte naturale del processo di vinificazione.

 

Ora fai una lenta rotazione del vino nel bicchiere. In questa maniera aumenti la superficie del liquido spandendolo all’interno del bicchiere e in modo da avvinarne le pareti, così che gli aromi fuoriescano e raggiungano il tuo naso. Inoltre ossigeni il liquido, il che aiuta l’aroma ad aprirsi.

Osserva gli archetti che si formano sul vetro: ti svelano la viscosità (la velocità con cui scende dai bordi) e il grado alcolico. Più gli archetti sono lenti e stretti, più il vino è strutturato e alcolico.

Annusalo a bicchiere fermo, inspira lentamente e profondamente, allontanando il naso dopo qualche secondo All’inizio dovresti tenere il bicchiere a pochi centimetri dal naso, per poi inserire quest’ultimo dentro il bicchiere per circa 1,5 cm. Cerca di prestare attenzione a tutto il bouquet che riesci a percepire. Se non riesci a sentire molti profumi, prova ad agitare ancora un po’ il bicchiere: questo movimento consente all’alcol di evaporare e di portare con sé le molecole aromatiche verso le tue papille olfattive. Ecco i profumi più comuni:

Aromi fruttati: frutti di bosco, ciliegia e frutta più corposa per i vini rossi, per i bianchi sono più intense le note di agrumi.

Aromi floreali e di erba per i bianchi e i rossi più leggeri.

Profumi terrosi, come di terra, minerali o roccia, che si possono percepire nei bianchi più profumati.

Odore di spezie e altri aromi particolari come vaniglia, pepe, caffè o pane tostato; questi si sprigionano dalle botti che si usano per l’invecchiamento, che di solito sono in legno di quercia.

I vini più invecchiati hanno spesso degli aromi sottili e sfumati, difficili da catalogare, quindi non preoccuparti se non riesci a definirli.

Ora fai compiere al bicchiere una ampia e lenta rotazione, in modo da sprigionare tutte le sostanze volatili e avvicina nuovamente il naso a intervalli. Valuta il profumo (può essere pieno, nobile, pronunciato, delicato, sottile, tenue, sfuggente, ed è descritto per analogia con i profumi della natura, per esempio aromatico, fruttato, speziato, erbaceo, tostato, minerale, etereo, ecc.); l’intensità (definisce quanto fortemente vengono percepiti gli aromi); la persistenza (quanto resta nel naso); la complessità (cioè il numero dei profumi); la qualità (è un giudizio sul bouquet, da comune fino a eccellente).

Prendi un sorso di vino e trattienilo in bocca.

 

Non così!

 

 

 

Così va bene!

 

 

 

Agita il vino in bocca in modo che tutte le papille gustative ne entrino in contatto. Presta attenzione alla consistenza e a tutte le altre sensazioni “tattili” che riesci a percepire, come il peso o il corpo (il vino si descrive anche attraverso sensazioni fisiche). Cerca di capire quali sono i primi sapori che senti: più o meno dolce, morbido (se lascia una sensazione vellutata) o spigoloso, più o meno astringente (per via dei tannini), fresco o acidulo, strutturato o leggero (in base alla sua apparente corposità o peso).

Prendine un altro sorso, questa volta con un po’ di aria. In altre parole, aspiralo un po’. Cerca di percepire le differenze di sapore e consistenza. I sapori e i profumi si espandono attraverso la gola e nella cavità retronasale in ondate successive nei vini migliori e si rivelano man mano che i tuoi sensi si adeguano a essi.

Infine, osserva l’equilibrio di un buon vino. Percepisci un sapore che sovrasta gli altri? Puoi sentire i sapori corrispondenti agli odori che hai annusato? I grandi vini sono molto equilibrati e non “traumatizzano” le papille gustative. Puoi sentire 2-3 sapori di frutta, un miscuglio agrodolce e delle caratteristiche terrose.

Valuta il retrogusto. Quanto perdura? Più riesci a percepirlo più stai assaggiando un buon vino di qualità.

Comunque, al di là del metodo di assaggio che possiate preferite, vi abbiamo fornito un ottimo modo per allietare le serate con gli amici, confrontarsi con loro, scambiarsi le reciproche sensazioni ed emozioni, in tutta allegria!

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