Gestire gli spumanti

Abbiamo ospiti inattesi? Un bicchiere di un ottimo spumante è il modo migliore per accoglierli. Cosa dobbiamo fare per avere un prodotto sempre fresco e pronto da offrire?

Scegliere il vino buono è solo il primo, indispensabile, passo ma non basta, bisogna anche saperlo servire perché un modo errato di servirlo può alterarne completamente il gusto.

Servire il vino alla giusta temperatura è un compito delicato e la giusta temperatura cambia da vino a vino.

Lo spumante va servito fresco perché alcune percezioni si attenuano oppure si esaltano al variare della temperatura, e per questa ragione si cerca di servire un vino bianco ricco di acidità ad una temperatura fredda, stesso discorso per un vino dolce per attenuarne il senso di dolcezza alla lunga può risultare stucchevole.

Il freddo contribuisce anche a mitigare l’alcolicità del vino mentre accentua considerevolmente l’effetto astringente dei tannini e la sensazione di amarezza. La temperatura incide anche sulla percezione di alcuni sentori, in particolare il freddo accentua gli aromi varietali mentre una temperatura più elevata favorisce la percezione di profumi più complessi.

Per gli spumanti l’ideale è una temperatura intorno ai 7 – 8 – 9 gradi. Se devi raffreddarlo, per prima cosa dimentica il freezer, sarebbe uno choc termico troppo violento per il vino.

Rinfrescare non vuol dire gelare! Il sistema migliore è collocare la bottiglia in un secchiello con acqua e ghiaccio. Bastano 20 minuti per portarlo alla giusta temperatura, senza contare il fatto che puoi riporvi la bottiglia mano a mano che viene consumata. Una alternativa al secchiello possono essere le cosiddette “copertine” o “gonne” raffreddate prima nel “freezer” e poi avvolte attorno alla bottiglia. Sono davvero utili, vi permettono di mantenere la bottiglia fresca o di raffreddarla abbastanza velocemente senza troppi stress per il vino.

Se all’apertura, ti trovi di fronte ad un tappo un po’ ostico, usa le apposite pinze, che ne facilitano l’uscita, delle volte basta uno straccetto che aiuta ad avere maggiore presa.

Tieni conto che lo spumante, una volta nel bicchiere, guadagna in pochi minuti un paio di gradi.

Qualunque sia lo spumante che stai servendo, secco o dolce non fa differenza, va comunque servito in due momenti. Il primo quando la schiuma arriva al bordo del bicchiere e il secondo subito dopo per riempire il calice.

Il rabbocco va fatto quando il calice è mezzo pieno per mantenere sempre la giusta temperature nel calice del tuo ospite.

La nostra preferenza, e quella dei nostri produttori, va sempre e comunque al calice detto “flute” a forma conica allungata.

Questa forma permette il movimento dell’anidride carbonica verso l’alto dando vita al perlage. In questo modo avrai la possibilità di godere delle fragranze del vino e di avere una visione corretta anche delle bollicine.

Una volta per i moscati dolci spumanti si usavano le coppe aperte, teoria oggi abbandonata. Non ci convincono appieno neppure altri tipi di calice a forma di tulipano, belli a vedersi ma che tendono a impoverire e a disperdere il perlage.

 

Se vuoi conservare gli spumanti appena aperti, usa gli speciali tappi che aiutano il mantenimento del vino per qualche giorno e per carità, dimentica il cucchiaino posto all’apice della bottiglia perché è una falsa credenza e all’atto pratico non serve a nulla.

 

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