FOSSO DEGLI ANGELI Falanghina del Sannio Maior DOP 2015

 14,90

Vino bianco ideale per accompagnare piatti a base di pesce, frutti di mare e formaggi cremosi. Ottimo anche come aperitivo.

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Descrizione

Zona : Casalduni

Uvaggio: falanghina 100%

Terreno: argilloso calcareo

Altitudine: 420 mt. s.l.m. media dei vigneti

Esposizione vigneti: sud/sud ovest

Sistema di allevamento: guyot 3500 ceppi per ettaro

Produzione: 75 ql./ha

Epoca vendemmia: fine settembre , primi di ottobre

Raccolta: manuale , in cassette

Vinificazione: pressatura soffice a freddo delle uve intere e fermentazione del mosto pulito a temperatura costante di 16° C

Temperatura di srvizio: 12° – 14° C

Abbinamenti consigliati : ideale per accompagnare piatti a base di pesce, frutti di mare e formaggi cremosi. Ottimo anche come aperitivo.

Cenni  Storici

La Falanghina è sicuramente uno dei vitigni a bacca bianca simbolo del Beneventano. Incerte sono sia le sue origini sia la sua etimologia, poichè non esistono fonti storiche acclarate. Le prime notizie certe si trovano nei trattati di agricoltura dell’Ottocento. Si pensa che il vitigno sia di origine greco-balcanica e sia stato introdotto in Campania  dagli Aminei,  popolo di origine pelasgica venuto dalla Tessaglia. Molti studiosi danno per certo che fosse coltivata al tempo dei romani, tanto da ipotizzare che il vino Falanghina discenda dall’antico  Falernum Gauranum, o Falerno bianco del Gàuro, conosciuto come “vino degli imperatori”, descritto entusiasticamente da Plinio il Vecchio, Orazio, Virgilio e Cicerone. Diverse le ipotesi etimologiche: tradizionalmente veniva legata a pali di sostegno, in greco falangos, da cui Falanghina per intendere “vite sorretta da pali”; altri ritengono che l’acino assomigli alla “falangetta” del dito, per cui il riferimento è al termine greco-latino “falange”. L’ultima ipotesi è per successive modifiche del termine “Falerina”, facendo riferimento appunto all’antico vino Falerno. Quasi abbandonata durante i secoli, successivamente è stata riscoperta perchè rimasta quasi indenne agli attacchi della fillossera, dato che era coltivata su terreni vulcanici. Negli ultimi 2 decenni ha avuto un successo via via crescente, soprattutto da quando molti produttori hanno intrapreso la strada della vinificazione in purezza. Oggi se ne distinguono essenzialmente 2 cloni, uno beneventano ed uno flegreo. Le caratteristiche sono quelle di un vino di colore giallo paglierino con riflessi dal verdognolo al dorato, note fruttate di banana, mela, ananas e pesca, note floreali, agrumi, miele ed erbacee. Di sapore asciutto, fresco e delicato ma con una punta di acidità.

Informazioni aggiuntive

Carta dei vini

Produttore

Regione

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Vitigno

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